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Circolo didattico “Giancarlo Siani”

Via Robero De Vito, 1 80034 Marigliano (NA)

MARIGLIANO –  Qualche anno fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico tenutasi a Napoli, esortò a tenere le scuole aperte il più possibile, a mettere insieme le idee, le energie, a coinvolgere associazioni e gruppi del territorio.

Evidenziò che le risorse economiche da sole non bastano, perché ci vogliono le persone, con le loro storie e la loro umanità. Aprire le scuole vuol dire animare la società, aumentare le occasioni di incontro, contrastare l’illegalità che trova spazio dove le istituzioni sono assenti.

Il programma P.O.R. “Scuole aperte” ha rappresentato un’opportunità per il primo Circolo didattico “Giancarlo Siani” di Marigliano che con il progetto “Start up: dal pensiero creativo alla cittadinanza attiva” ha tenuto aperta la scuola per tre pomeriggi settimanali realizzando sei percorsi laboratoriali.

I due percorsi laboratoriali “Il futuro è adesso: alla scoperta della innovazione” e “Media-mente” hanno introdotto una didattica innovativa della cultura scientifica e tecnologica; l’impiego della robotica ha favorito la realizzazione di ambienti di apprendimento in grado di coniugare studio individuale e studio cooperativo.

Il percorso laboratoriale “Comunichiamo libera-mente” si è posto l’obiettivo di promuovere il dialogo e la convivenza costruttiva tra soggetti di culture diverse, favorendo atteggiamenti di ascolto e dialogo.Con “Il gusto della salute: sentiamoci bene mangiando bene” abbiamo fatto comprendere agli alunni che è possibile prevenire alcune malattie attraverso una dieta corretta ed equilibrata ed uno stile di vita sano.

In questo modulo si è voluto educare il bambino a mangiare sano e con gusto, scoprendo il legame tra alimentazione e salute per fargli acquisire uno stile alimentare corretto. Attraverso il gioco e le attività grafico-pittoriche si è reso l’alunno protagonista del percorso per renderlo autonomo e capace di proiettarsi verso scelte alimentari sane e corrette.

Con il modulo “Principi di cittadinanza attiva” si è inteso implementare nel gruppo classe la capacità di discussione e di condivisione, facendo riferimento alla Convenzione internazionale dei diritti del bambino, affrontando problemi come il bullismo, la diversità di genere, l’intolleranza e la multiculturalità.

Con il percorso laboratoriale “Legalità in musica” si è ricorso alla musica intesa non come un’attività ludica e ricreativa, ma come uno strumento di educazione e di inclusione Gli ultimi due moduli hanno offerto lo spunto per organizzare il seminario “Campania felix: il fuoco della speranza” in memoria del magistrato dottor Federico Bisceglia, compagno di viaggio del primo Circolo didattico “G. Siani”, che si terrà martedì 6 giugno alle ore 17;00 al plesso “L. Settembrini”.

Sono trascorsi diversi anni da quando per la prima volta il dottor Bisceglia ha varcato il cancello della nostra scuola, che all’epoca non aveva nemmeno un nome. Si chiamava semplicemente Primo Circolo Capoluogo. Solo successivamente, anche grazie a Lui la nostra comunità scolastica ha sentito il bisogno di dare un’identità alla scuola e la scelta del nome non poteva che ricadere su Giancarlo Siani, altra giovane figura di spicco nella lotta all’illegalità.

Il dottor Bisceglia non si è mai risparmiato e, con una semplicità disarmante tipica delle persone intelligenti, ha trasmesso agli alunni il rispetto della legalità denunciando l’illegalità che dilagava nel nostro territorio. Ogni volta i bambini giungevano all’incontro con lui preparatissimi, ponendo ogni tipo di domande sulla terra dei fuochi. Alla fine avevano chiaro un concetto: il magistrato Bisceglia lottava per un Paese pulito.

Una bambina una volta gli chiese: “Se lei dovesse mandare un messaggio ai giovani cosa gli direbbe? Nel rispondere assunse un’espressione seria poi disse che i giovani dovevano studiare per poter comprendere il valore delle cose che li circondano ed evitare di sottomettersi a gruppi di potere. Chi studia prima o poi sarà in grado di affermarsi nella società, troverà qualcosa che gli piacerà fare e questo lo renderà mentalmente indipendente.

Spronava gli alunni a coltivare la speranza di costruire un mondo migliore. Miriam Corongiu in un articolo in Sua memoria scriveva: “La morte di un ragazzo pulito, che faceva solo il proprio lavoro e lo faceva bene, è tanto più drammatica quanto più paragonata al deserto morale che c’è.

Ma la morte di Federico Bisceglia è anche un fiore, anzi, una piantina di ulivo. Affonderà le sue forti radici in questa terra svilita e la renderà fertile. Perché certe vite e certi uomini hanno il potere di essere nutrimento per la loro epoca e perché il seme della giustizia, una volta gettato, non può che portare molto frutto e tanta, tantissima, speranza”.

Dirigente Scolastico
Prof.ssa Elisa De Luca